Fondamenti teorici

Non è intuizione.
È metodo verificabile.

NeuroMyth® si colloca all'incrocio di sei tradizioni accademiche consolidate. La legittimità del metodo deriva dalla convergenza di più corpora di ricerca indipendenti — non da una scuola singola.

La tesi metodologica

Perché una fiaba rivela pattern reali.

Quando un soggetto costruisce una micro-narrazione a partire da immagini intenzionalmente neutre, il testo non è casuale: riflette una strategia di organizzazione narrativa. Tale strategia può essere osservata, codificata e confrontata su piani strutturali con valore orientativo in sede di valutazione HR.

La legittimità teorica di questo passaggio non deriva da una singola scuola, ma dalla convergenza di più tradizioni accademiche indipendenti.

Bruner, 1990
Narrative Psychology

Jerome Bruner ha distinto due modalità fondamentali del pensiero: paradigmatica e narrativa. La seconda non è un residuo irrazionale ma una modalità primaria di organizzazione dell'esperienza. Dan McAdams ha esteso questa intuizione mostrando come la narrazione organizzi la percezione di sé e del mondo sociale. NeuroMyth® utilizza questo corpus per leggere la micro-narrazione come indicatore di schemi cognitivi e relazionali attivi.

Heider & Simmel, 1944
Stimolo neutro e narrazione

Uno stimolo visivo poco determinato non impone una storia, ma obbliga il soggetto a colmare vuoti, ordinare relazioni, selezionare attori — operazioni cognitive non casuali. Per NeuroMyth®, la neutralità dello stimolo riduce la saturazione semantica e rende più osservabile la struttura narrativa prodotta dal soggetto.

Weick, 1995
Schema Theory & Sensemaking

Weick spiega perché le narrazioni generate da stimoli incompleti non siano arbitrarie. NeuroMyth® non chiede se la storia sia vera, ma come venga resa coerente: dove si colloca l'agentività, come viene gestita l'ambiguità, se il conflitto viene esternalizzato o assorbito dall'eroe.

Propp, 1968
Analisi strutturale

La morfologia di Propp ha dimostrato che i racconti sono analizzabili in termini di funzioni e ruoli codificabili. NeuroMyth® ne utilizza il principio: lavorare su variabili codificabili — attore iniziatore, antagonismo, modalità di chiusura — non su impressioni soggettive.

Pennebaker, 2003
Psycholinguistics

I lavori di Pennebaker hanno mostrato che il linguaggio naturale presenta indizi sistematici: grado di agentività, densità valutativa, frequenza pronominale, complessità sintattica. NeuroMyth® utilizza questa dimensione come livello complementare all'analisi strutturale.

Gabriel & Boje
Organizational Storytelling

La letteratura di Gabriel e Boje sulle organizzazioni ha chiarito che le storie non sono ornamento, ma veicoli di percezione del potere, dell'identità e delle aspettative relazionali. Questo costituisce il collegamento diretto tra analisi narrativa e utilità HR.

EU AI Act

Posizionamento normativo.

Per NeuroMyth®, il punto cruciale è che sistemi di IA destinati all'impiego e alla selezione rientrano nell'Allegato III come sistemi ad alto rischio (Reg. (UE) 2024/1689).

NeuroMyth® ha scelto di trattare questa classificazione non come un vincolo burocratico, ma come un elemento di valore: il presidio umano obbligatorio, la documentazione tecnica e il post-market monitoring rendono il sistema difendibile e credibile per un HR manager serio.

La credibilità aumenta proprio perché il metodo rinuncia a spiegazioni assolute. NeuroMyth® non dice «questa persona è X». Dice: «emergono queste regolarità strutturali; richiedono integrazione con altre evidenze».

Art. 72 — Post-market monitoringSistema di monitoraggio attivo con survey periodici di qualità e conformità.
Art. 13 — TrasparenzaIl candidato viene sempre informato dell'utilizzo di un sistema AI nel processo di valutazione.
Art. 14 — Human oversightRevisione umana obbligatoria su ogni output. Nessuna decisione automatica.
Art. 10 — Data governanceIl sistema vede solo la struttura narrativa anonimizzata. Nessun dato personale identificativo nell'elaborazione AI.
Assistente NeuroMyth®